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Red Land lo proiettiamo noi

COME PROMESSO!

PROIEZIONE ESCLUSIVA - FILM RED LAND
Giovedì 13 dicembre ore 20.30
Cinema Fossolo
Via Lincoln 3

La rossa Emilia Romagna boicotta la proiezione di un film politicamente scorretto? 
LO FAREMO NOI!

REDLAND racconta degli infoibamenti compiuti dai partigiani comunisti. Nessuno può avere paura della Verità.

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FIRMA PER DIRE NO ALLA MOSCHEA

SCARICA QUI LA PETIZIONE

 

Il Pd vuole ricoprire di regali la comunità islamica, ovviamente coi nostri soldi.

È infatti questo ciò che il Sindaco Merola con il benestare del Partito Democratico sta facendo, firmando una delibera che avvia, di fatto, la costruzione di una grande Moschea a Bologna.

Viene previsto uno scambio urbanistico tra il Comune e l’Ente di gestione di beni islamici in Italia, un terreno erboso in zona viale Felsina in cambio di un diritto di superficie per 99 anni del complesso di Villa Pallavicini. Non solo: il Pd vuole anche attribuire un’edificabilità di 7.000 mc alla comunità islamica, prevedendo un valore di riscatto a dir poco irrisorio. 

Complesso, peraltro, che era già stato dato in locazione dal Comune al Centro Islamico per 4.000 euro l’anno anziché 46.000 applicando difatti uno sconto del 91,30% “in ragione del rilevante valore sociale e culturale delle attività promosse dall'Associazione”.

Appare evidente che questa operazione getta le basi per l’edificazione di un a Moschea a Bologna.

Firma per dire NO alla costruzione di una Moschea nella nostra Città.

 

 

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Anche Guardia di Finanza nei dati sui conti correnti

articolo tratto da:

Anche la Guardia di Finanza potrà avere accesso all’Anagrafe dei rapporti finanziari, quindi ai dati di sintesi dei conti correnti, per combattere la lotta all’evasione. La modifica approvata in Commissione Finanze durante l’esame del decreto fiscale prevede anche che i dati acquisiti dagli intermediari finanziari possano essere conservati per dieci anni, dunque più a lungo di quanto consentito attualmente. Con questa misura si prova a rendere ancora più incisiva la lotta all’evasione con più poteri alla Guardia di Finanza che avrà accesso alla Superanagrafe dei conti correnti, senza quindi passare dalla preventiva autorizzazione del pubblico Ministero. Sotto la lente finirebbe il totale movimenti dare, avere, saldi di inizio e fine anno, investimenti e disinvestimenti effettuati, il numero degli accessi alle cassette di sicurezza, gli utilizzi delle carte di credito e di debito.

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Tutti i trucchi per aumentare le tasse sulla casa

Tratto da: Il Giornale del 28/11/2018

di: Corrado Sforza Fogliani

 

L'amministratore di un Comune concepisce il diritto di giungere (per le imposte) fino a un certo limite, come un dovere di giungervi.

Lo diceva già Luigi Einaudi il 30 luglio del 1946 nella II Sottocommissione della Costituente, subito aggiungendo: tanto più che «la spinta a spendere c'è sempre, quanto esiste la possibilità di tassare». Einaudi faceva il caso specifico di alcune imposte dirette previste allora nel sistema fiscale delle Province e dei Comuni ricordando che il legislatore aveva stabilito un primo limite massimo di quelle imposte ma che Comuni e Province, dopo averlo raggiunto, avevano dichiarato che non potevano vivere, e allora si era creato un secondo limite a cui sollecitamente tutti i Comuni erano arrivati. E, allorché se ne era creato un terzo, questo era stato «subito raggiunto dalla totalità dei Comuni».

È una vecchia storia, dunque, quella che si è ripetuta per l'Ici, per l'Imu e per la Tasi, così come per tante altre. Con l'aggravante che, ora, questo sistema delle imposte che nascono piccole e poi aumentano via via regolarmente fino a diventare insostenibili, sarebbe addirittura - con la legge di Bilancio - favorito, consentendo ai Comuni di arrivare a un massimo delle imposte di loro spettanza più alto dell'attuale, con un aggravio ulteriore di imposte sulla casa rispetto alla stessa tassazione stabilita da Monti e mantenuta dai governi Letta, Renzi e Gentiloni.

Come molte volte accade, l'argomento che si utilizza quando si vogliono aumentare le imposte è quello della semplificazione. Oggi abbiamo sia l'Imu che la Tasi, quest'ultima com'è noto imposta che dovrebbe essere sui servizi e correlata al loro livello (in realtà è un'imposta patrimoniale e basta, così come l'Imu). I «semplificatori» propongono di unificare le due imposte in una unica «nuova Imu». Ma, siccome bisogna sempre guardarsi da chi ci vuole bene, già da ora si verrebbe a pagare di più (e, per il futuro, si faciliterebbero gli aumenti: si dovrebbe infatti aumentare un'imposta, invece che due).

Scavando nella proposta dell'Imu unica all'esame della Camera dei deputati, si scopre che nell'emendamento Gusmeroli (ma ce n'è uno anche del Pd e sono entrambi ispirati ad un testo dell'Associazione dei Comuni depositato in occasione di una audizione) si porta all'11,4 per mille l'aliquota massima dell'imposta, oggi fissata (sempre come massima possibile) al 10,6 per mille per quasi tutto il territorio italiano (l'ulteriore 0,8 fino a raggiungere la misura dell'11,4 era stato previsto, per gli anni 2014 e 2015, ricorrendo particolari speciali condizioni e speciali casi, tant'è che di questa facoltà ha potuto avvalersi una minima parte dei Comuni italiani, meno del 7%). L'estensione di questa possibilità di arrivare all'11,4 per mille a tutti i Comuni italiani porterebbe ad un aumento di tassazione stimabile in circa 1,5 miliardi di euro all'anno. L'aggravio sarebbe particolarmente pesante per i proprietari che affittano (tanto per creare ancora difficoltà alla mobilità delle persone sul territorio) perché con la soppressione della Tasi verrebbe a cadere la quota del tributo a carico dell'occupante/conduttore, pari al 10-30% dell'importo dovuto. Inoltre, verrebbe eliminato qualsiasi obbligo per i Comuni di individuazione dei servizi indivisibili correlati alla Tasi e della relativa indicazione analitica (una remora alla tassazione) oggi prevista, anche se in nessun Comune effettuata, per quanto risulta.

L'Imu unica, in sostanza, è un modo per dare la possibilità ai Comuni di fissare delle aliquote più alte di adesso. E se avranno dal Parlamento questa possibilità, di certo lo faranno. Parola di Luigi Einaudi.

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Nato a Bologna il...

Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.

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