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CENTRODESTRA AL 30 PER CENTO

È incredibile che i sondaggi diano il PD al 32%, il Movimento 5stelle al 31% e il Centro Destra al 30%: è incredibile che, nonostante tutto quello che è accaduto, il Centro Destra ancora riesca a “giocarsela” con gli altri schieramenti per vincere le elezioni politiche.

Il fatto che siamo al 30% senza un leader politico, senza una coalizione stabile e un programma condiviso dimostra come esista larga parte dell’elettorato che, come diceva Nicola Matteucci, “guarda a destra”, perché a destra trova un riconoscimento dei propri Valori a prescindere dall’offerta politica dispiegata dagli altri partiti. E tutto ciò a dispetto del colpo di Stato di Napolitano e della conseguente decadenza di Berlusconi , a dispetto degli errori compiuti in questi anni che pure è doveroso riconoscere.

Certo, due anni fa Renzi riuscì a intercettare molto di quell’area, promettendo cose che afferivano a un programma che lui per primo ha disatteso: liberalizzazione, semplificazione burocratica , snellimento delle procedure, incentivi alle imprese.

Tutte cose che anche il centrodestra prometteva ma delle quali Renzi si era appropriato, riuscendo scaltramente a farsi interprete di quei “sogni” e facendo credere di essere capace di tradurli in fatti concreti. I sondaggi più volte hanno sbagliato e quindi diventa difficile immaginare che si possa fare affidamento su di essi ma, se proprio vogliamo dirla tutta, quando i sondaggi sbagliano solitamente penalizzano il centrodestra.

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FUSIONE COMUNI VALLE DEL SANTERNO: I CITTADINI ESPRIMANO UN VOTO CONSAPEVOLE

Un voto di astensione sul referendum per la fusione dei Comuni di Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice, quello da parte del consigliere e capogruppo di Forza Italia in Regione, Galeazzo Bignami, per via dei dubbi che questo progetto di fusione solleva, soprattutto per l'assenza del Comune di Castel del Rio defilatosi ormai da alcuni anni dal progetto.
"La Regione Emilia-Romagna continua a prospettare innumerevoli benefici in caso di fusione di Comuni ma per la Vallata del Santerno non si ha ancora notizia della effettiva 'rimodulazione' dei servizi e nemmeno della sede municipale. Le risorse economiche, poi, non ci sembrano tante e tali da poter far dire che questo sia un elemento portante per sostenere il SI alla fusione. I contributi regionali saranno di 176mila euro all'anno per 15 anni e altri 150mila euro all'anno per tre anni, questi ultimi in conto capitale quale contributo straordinario.
Per capire l'incidenza, certamente di non grande rilievo, di 176mila euro l'anno in un bilancio di un Comune di 8mila abitanti, basti pensare che con questa cifra, a oggi, si copre a malapena il costo del servizio rifiuti del Comune più piccolo, quello di Fontanelice. 
Ci auguriamo dunque che i cittadini esprimano davvero un voto consapevole sulla fusione, dalla quale non sarebbe più possibile tornare indietro. Da parte nostra vigileremo affinché la volontà popolare venga rispettata soprattutto nel caso in cui in uno o in più Comuni dovesse vincere il NO alla fusione", afferma Bignami.
"Infine - conclude il capogruppo di FI - è singolare che questi processi di fusione conoscano una accelerazione quando in uno o più Comuni coinvolti il Pd rischia di perdere, come per esempio è accaduto nel 2014 a Borgo Tossignano. Una valutazione se vogliamo 'maliziosa' ma non è difficile immaginare anche una motivazione politica alla base della scelta di andare a fusione".
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SPETTACOLO GENDER PER LE SCUOLE, BIGNAMI (FI): PRONTI A MANIFESTARE

Nei prossimi giorni saremo sul territorio, per esercitare legittimamente il nostro diritto a dire NO a spettacoli che nulla hanno a che fare con il piano dell'offerta formativa ma rappresentano solo il tentativo di inculcare nei più piccoli una ideologia che vorrebbe completamente negata l'identità sessuale, maschile e femminile.
Ci attiveremo con gli strumenti più opportuni, dai banchetti alla raccolta firme. Se alla fine si deciderà per la messa in scena dello spettacolo, il prossimo 30 gennaio, al teatro comunale di Castello d'Argile, chi di competenza se ne assumerà le responsabilità, anche a fronte delle numerose polemiche che ne sono scaturite.

Ma è altrettanto importante evidenziare che Forza Italia non è in alcun modo complice di ideologie che definiamo perverse e senza utilità alcuna e per questo, democraticamente e pacificamente, saremo sul posto per manifestare il nostro dissenso. Riteniamo inoltre importante dire la nostra anche sulla necessità di una riflessione su quanto sta accadendo nelle scuole rispetto al "gender", perché nonostante le stesse circolari ministeriali chiariscano che tali tematiche non debbano rientrare nell'offerta formativa, alla fine, con escamotage vari, si tenta di far passare messaggi distorti, e per di più servendosi del teatro o del gioco al fine di insinuarli nelle menti dei giovani alunni.

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SCUOLA. BIGNAMI. "NO A SPETTACOLI SUL GENDER NELLE SCUOLE"

Il consigliere vuole sapere se la rappresentazione teatrale abbia ottenuto patrocini da enti pubblici e se ci sia stata condivisione rispetto ai temi trattati

La rappresentazione teatrale per le scuole, destinata a bambini e ragazzi dagli 8 ai 16 anni, intitolata ‘Fa’afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro’, che racconta “di Alex, un ‘gender creative child’, un bambino-bambina, che non vuole essere identificato né come maschio né come femmina”, in programma il 30 e il 31 gennaio 2017, rispettivamente al teatro Rasi di Ravenna e al teatro comunale di Castello d’Argile (Bologna), è al centro di un’interrogazione di Galeazzo Bignami (Fi), che chiede alla Giunta se condivida le perplessità sui contenuti dello spettacolo.

Ancora una volta – scrive il consigliere – dobbiamo constatare che il “gender” trova spazio nell’ambito scolastico, attraverso attività extracurriculari, per “giustificare un’idea della sessualità intesa come qualcosa di variabile e di non definito: la necessità di superare le discriminazioni e gli stereotipi sembra confondersi in modo equivoco – sottolinea – con il tentativo di mettere in discussione tutta l’identità sessuale, maschile e femminile, arrivando a promuovere il sesso ‘neutro’”.

Bignami cita, a questo proposito, due circolari ministeriali, la prima (4321/2015) ribadisce l’importanza della condivisione con le famiglie del Piano dell’offerta formativa, chiarisce inoltre che “ai fini della predisposizione del Piano il dirigente scolastico deve promuovere i necessari rapporti con tutti gli stakeholder e tenere conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie di secondo grado, degli studenti” e sancisce, infine, che le scuole devono “assumere le iniziative utili per assicurare da parte delle famiglie una conoscenza effettiva e dettagliata” del Piano. La seconda circolare (1972/2015), “proprio in riferimento alla teoria del gender, chiarisce che ‘tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né ideologie gender né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo’”.

Il consigliere vuole quindi sapere se lo spettacolo abbia ottenuto qualche forma di patrocinio, oneroso o no, da enti comunali e/o da altri enti pubblici, in caso affermativo, quali siano gli importi di eventuali contributi pubblici, se i Consigli di Istituto delle due scuole siano stati preventivamente informati sui contenuti dello spettacolo, se ci sia stata condivisione in merito alle tematiche trattate e se ai genitori degli alunni sia stato consentito di informarsi preventivamente in modo da autorizzare consapevolmente i propri figli a partecipare o meno all’iniziativa.

Altre richieste: se vi siano state rimostranze da parte delle famiglie sui contenuti della rappresentazione e se non si ritenga doveroso che attività di questo tipo, “che coinvolgono temi tanto delicati legati a valori educativi precisi, debbano essere necessariamente sottoposte al vaglio dei genitori, ai quali compete prioritariamente la responsabilità educativa dei figli”.

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Nato a Bologna il...

Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.

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