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Festival “Uscire dal guscio”, Bignami (Fi): “ennesimo tentativo di introdurre teoria gender nelle scuole”?

Il consigliere invita la Giunta a chiarire, con atti e linee guida, che questa “teoria non rientra tra le attività formative o le conoscenze da trasmettere dall’istituzione scolastica”

Potrebbe essere l’”ennesimo tentativo di introdurre nelle scuole la teoria del gender”. Lo afferma Galeazzo Bignami (Fi) riferendosi al festival di letteratura per l’infanzia “Uscire dal Guscio” che si svolgerà a Castel Maggiore, Pieve di Cento e San Pietro in Casale, nel bolognese, all’inizio di maggio, “promosso dalle associazioni ‘Genitori rilassati’ e Falling book”.

Il festival – a parere del consigliere – potrebbe assumere “un taglio ‘ideologico’ nettamente spostato a favore della cultura ‘gender’ intendendo incidere sui principali ‘attori’ della società, ossia i bambini e le famiglie oltre che gli insegnanti e la scuola. Sono previsti infatti anche corsi di formazione per insegnanti e educatori”.

Il festival sarebbe alla sua prima edizione e il tema individuato “uscire dal guscio” intenderebbe ricomprendere – come si legge dal sito web – “tutti quei percorsi, viaggi e avventure per andare fuori e dentro di sé, per sognare, immaginare nuovi eroi ed eroine, scoprire sentieri fantastici che conducano le bambine e i bambini verso mondi nuovi, luoghi distanti e vicini inosservati o inesplorati, regioni del sé ancora inespresse o censurate dalla uni-direzionalità di certe immagini e di certi schemi narrativi consolidati". 

La manifestazione – spiega Bignami – si svolgerà il 6 maggio nella piazza della Rocca di Pieve di Cento con letture animate e laboratori per bambini e bambine dai 6 ai 10 anni. "La caratteristica di questi eventi - scrive Bignami nella sua interrogazione - sembra essere quella di accostare ad argomenti condivisibili (come la lotta all’omofobia e alla violenza e il superamento di stereotipi negativi che trova indubbiamente sempre tutti d’accordo), altri argomenti di carattere molto più “ideologico” come per esempio la “fluidità di genere” che vorrebbe mettere in discussione l’identità sessuale maschile e femminile". 

Ancora una volta – commenta il consigliere – devo ribadire che la circolare ministeriale 1972/2015, riferendosi alla teoria del gender, chiarisce che “tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né ideologie gender né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo”.

Di qui, una serie di quesiti alla Giunta. In primo luogo se il festival goda di finanziamenti pubblici, in particolare regionali, e, in caso di risposta positiva, di quale importo, e, in secondo luogo, se, valutandone i contenuti, le modalità e il target di riferimento, non lo si interpreti come l’ennesimo tentativo di introdurre, per vie indirette, la teoria gender nelle scuole.

Bignami invita quindi l’esecutivo regionale a chiarire con atti e linee guida che la “teoria del gender non è ricompresa tra le attività formative o le conoscenze da trasmettere direttamente o indirettamente dall’istituzione scolastica”.

Il consigliere vuol sapere infine se le letture in piazza che si svolgeranno sabato 6 maggio dalle 10.30 alle 11.30 siano ricomprese nelle attività scolastiche o in quelle extracurricolari, se ci sia stato il coinvolgimento delle scuole e se siano stati acquisiti preventivamente i pareri favorevoli dei consigli d’istituto, in particolare dei genitori, per la partecipazione degli scolari agli spettacoli.

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SANITÀ BOLOGNA. BLQ CHECKPOINT, BIGNAMI (FI): CONTENUTI WEB INADEGUATI, GIUNTA VALUTI RITIRO FINANZIAMENTI

Contenuti, evidenzia il consigliere in un’interrogazione, “che non sembrano avere quelle finalità istituzionali che tale progetto dovrebbe perseguire”

“Blq checkpoint, progetto nato per promuovere la cultura della prevenzione dell’Aids e per implementare l’offerta del test per l’Hiv, attraverso l’utilizzo di test rapidi a prelievo capillare, in particolare per persone ad alto rischio, nella proprio spazio web (riportante i loghi del Comune di Bologna, della Regione e dell’Ausl quali enti a supporto del progetto), oltre alle iniziative di rilievo, presenta informazioni su come fare sesso sotto effetto di droghe, su come fare sesso di gruppo occasionale evitando il contagio, su come evitare il mix tra droghe e antiretrovirali, il tutto accompagnato da foto sessualmente esplicite e con un link che riconduce a una chat per gay”. È Galeazzo Bignami (Fi), in un’interrogazione, a portare all’attenzione della Giunta “le criticità relative ai contenuti del sito web del progetto Blq checkpoint”.

Contenuti, evidenzia il consigliere, “privi delle finalità istituzionali che tale progetto dovrebbe perseguire”, tanto che “appare difficoltoso comprendere per quali ragioni tali iniziative debbano essere finanziate con soldi pubblici”.

Il progetto infatti, sottolinea il capogruppo di Forza Italia, “gode di diversi finanziamenti pubblici a favore dell’associazione che lo gestisce: nel 2013, ad esempio, è stata concessa all’Ausl di Bologna la somma di 58.000 euro da parte della Regione quale contributo per la realizzazione del progetto Blq checkpoint, finanziamenti confermati anche per l’anno 2014, con 46.000 euro, e per l’anno 2015, con 45.000 euro”.

Bignami chiede quindi all’esecutivo regionale di “valutare il ritiro dei finanziamenti pubblici al progetto” e di “prevedere la rimozione dei contenuti sessualmente espliciti e di dubbia utilità presenti sul sito web”.

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Nato a Bologna il...

Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.

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