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Galeazzo Bignami dà l'addio a Forza Italia ed entra in Fratelli d'Italia: "Torno a casa"

Addio a Forza Italia, Galeazzo Bignami “torna a casa”, come dichiara lui stesso, ed entra in Fratelli d’Italia. Il deputato bolognese, lascia gli azzurri e ufficializza il suo passaggio a FdI: un trasferimento che porterà in dote al partito di Giorgia Meloni le oltre 13.000 preferenze riscosse alle regionali del 2010 e decine di eletti in FI – a Bologna e provincia – che, come scrive Il Resto del Carlinoin queste ore, «hanno già fatto le valigie, pronti a seguirlo».

Intervista con Galeazzo Bignami: lascia FI ed entra in FdI

Bignami, perché questa decisione?
La linea politica di Forza Italia è sotto gli occhi di tutti. Sempre più autorevoli esponenti, con sempre maggiore frequenza ipotizzano un dialogo con il Pd. Legittimo che loro lo facciano, legittimo che io non sia d’accordo. La mia storia e il mio percorso dicono altro.
Dicono che lei da sempre è di Destra
Lo sono ancor prima di nascere, verrebbe da dire. Mio padre era dirigente del MSI, poi di AN, subì attentati anche gravi, conobbe il carcere per le sue idee e come famiglia direi che abbiamo accettato le conseguenze dell’essere di Destra senza mai indietreggiare o chinare il capo
Un territorio difficile l’Emilia però…
Il mio ingresso in politica fu segnato da alcuni ragazzi della FIGC. Pensavo fossero della Federazione Italiana Gioco Calcio, invece erano Giovani Comunisti.  Mi misero un cartello addosso con scritto “fascista”, un guinzaglio e poi mi facevano girare cosi per il liceo. Quando lo dissi a mio padre e aggiunsi che volevo cambiare scuola, rispose che dovevo rimanere li proprio per quello. Aveva ragione lui.
Avete conosciuto il volto peggiore del PD?
Forse non esiste un volto diverso. Loro sono cosi. E da noi lo dimostrano quotidianamente. Un sistema di potere introflesso in cui l’unico riferimento è l’interesse del partito e degli apparati, escludendo energie positive e sane che esistono e vengono penalizzate solo perché non sono omologate.
Nonostante il peso opprimente del Pd lei però fu il più votato a Bologna, battendo anche i candidati di sinistra. Migliaia e migliaia di preferenze. Come ha fatto?
E soprattutto ho battuto i candidati del Pd nelle zone rosse! La Bolognina, il Pilastro, la Barca… zone di periferia, dove abbiamo dato riscontro alle tante persone più deboli e fragili che ci chiedevano aiuto e che non trovavano più nelle sinistre un interlocutore. E lo hanno trovato in noi.
Quindi FdI è il suo approdo naturale?
Non solo. Giorgia Meloni e FdI hanno avuto una linea chiara fin dall’inizio della legislatura. Nessun tentennamento verso Pd o M5S, ma solo il centrodestra come progetto e orizzonte politico. L’unica forza che ha mantenuto sempre e comunque questa chiarezza, anche in questa crisi di governo.
Però scelse FI…….

Sono rimasto in FI dopo lo scioglimento del Pdl nato dalla fusione con AN, un progetto che raccolse il consenso di milioni di italiani, accogliendo l’appello del Presidente Berlusconi. Penso avesse titolo per ottenere una risposta positiva visto quello che ha fatto dal 1994.

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Affidi e propaganda Lgbt, il mondo (quasi) sommerso dei contributi regionali

Fadia Bassmaji, coinvolta nell’inchiesta Angeli e Demoni, ed ex compagna di Federica Anghinolfi (responsabile dei servizi sociali della Val d’Enza, indagata anche lei), risulta fondatrice di due associazioni teatrali, “Quinta parete” e “Sinonimia” che ricevevano finanziamenti dalla Regione Emilia-Romagna.

E’ quanto emerge da un accesso agli atti presso la Regione Emilia Romagna, sollecitato dal deputato di Forza Italia, Galeazzo Bignami.

“Nel 2017 la Regione ha deliberato un contributo per l’associazione Sinonimia di circa 23.000 euro per il progetto “Teatro Agorà – un teatro di comunità. A luglio 2018 è stato assegnato all’associazione Sinonimia un contributo di 15.000 euro per il progetto “Sono tutti figli nostri?” Quest’ultimo progetto, in particolare, si proponeva di veicolare temi socio-sanitari e relativi all’affido attraverso il teatro. Da qui l’organizzazione di tre incontri sui temi dell’affido anche Lgbt e anche incontri  - partecipatissimi a detta degli organizzatori – con Arcigay Reggio Emilia, sul tema delle diverse genitorialità possibili. Infine, vi era anche l’obiettivo di entrare nel mondo della scuola oltre che quello di formare operatori per sciogliere le resistenze in tema di affido Lgbt. Certo, viene da chiedersi come sia possibile ottenere finanziamenti per progetti di promozione culturale destinati a sfociare in ambiti delicatissimi, come quello dell’affido ai minori, che attiene invece ad ambiti sociali, sanitari, giuridici. Ma queste domande, forse, deve farsele la Giunta dell’Emilia-Romagna che ha finanziato tali progetti”.

“Insomma – conclude Bignami - si tratta di personaggi che erano ben inseriti nel sistema dei contributi regionali per la cultura e, non a caso, era già emerso che la stessa associazione, durante un evento pubblico, promosse il progetto W l’amore lanciato dalla Regione Emilia-Romagna nel 2013 per avviare percorsi formativi sull’educazione sessuale nelle scuole. Si ricorda che W l’amore è stato ampiamente contestato nei suoi contenuti di promozione della teoria gender. Come poi questa associazione, prevalentemente teatrale, abbia cominciato ad occuparsi anche di affidi e adozioni non è dato sapere. Ma che si occupasse di tali temi è indubbio. Su youtube, tra l’altro, sono disponibili alcuni video relativi a un progetto a cura di Sinonimia che si chiama “AffidarSI”. Quando diciamo che le terribili vicende di Bibbiano trovano le loro radici anche e soprattutto in una certa ideologia, propagandata e promossa per anni dalla sinistra, non lo diciamo a caso”.

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Nato a Bologna il...

Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.

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