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Affidi e propaganda Lgbt, il mondo (quasi) sommerso dei contributi regionali

Fadia Bassmaji, coinvolta nell’inchiesta Angeli e Demoni, ed ex compagna di Federica Anghinolfi (responsabile dei servizi sociali della Val d’Enza, indagata anche lei), risulta fondatrice di due associazioni teatrali, “Quinta parete” e “Sinonimia” che ricevevano finanziamenti dalla Regione Emilia-Romagna.

E’ quanto emerge da un accesso agli atti presso la Regione Emilia Romagna, sollecitato dal deputato di Forza Italia, Galeazzo Bignami.

“Nel 2017 la Regione ha deliberato un contributo per l’associazione Sinonimia di circa 23.000 euro per il progetto “Teatro Agorà – un teatro di comunità. A luglio 2018 è stato assegnato all’associazione Sinonimia un contributo di 15.000 euro per il progetto “Sono tutti figli nostri?” Quest’ultimo progetto, in particolare, si proponeva di veicolare temi socio-sanitari e relativi all’affido attraverso il teatro. Da qui l’organizzazione di tre incontri sui temi dell’affido anche Lgbt e anche incontri  - partecipatissimi a detta degli organizzatori – con Arcigay Reggio Emilia, sul tema delle diverse genitorialità possibili. Infine, vi era anche l’obiettivo di entrare nel mondo della scuola oltre che quello di formare operatori per sciogliere le resistenze in tema di affido Lgbt. Certo, viene da chiedersi come sia possibile ottenere finanziamenti per progetti di promozione culturale destinati a sfociare in ambiti delicatissimi, come quello dell’affido ai minori, che attiene invece ad ambiti sociali, sanitari, giuridici. Ma queste domande, forse, deve farsele la Giunta dell’Emilia-Romagna che ha finanziato tali progetti”.

“Insomma – conclude Bignami - si tratta di personaggi che erano ben inseriti nel sistema dei contributi regionali per la cultura e, non a caso, era già emerso che la stessa associazione, durante un evento pubblico, promosse il progetto W l’amore lanciato dalla Regione Emilia-Romagna nel 2013 per avviare percorsi formativi sull’educazione sessuale nelle scuole. Si ricorda che W l’amore è stato ampiamente contestato nei suoi contenuti di promozione della teoria gender. Come poi questa associazione, prevalentemente teatrale, abbia cominciato ad occuparsi anche di affidi e adozioni non è dato sapere. Ma che si occupasse di tali temi è indubbio. Su youtube, tra l’altro, sono disponibili alcuni video relativi a un progetto a cura di Sinonimia che si chiama “AffidarSI”. Quando diciamo che le terribili vicende di Bibbiano trovano le loro radici anche e soprattutto in una certa ideologia, propagandata e promossa per anni dalla sinistra, non lo diciamo a caso”.

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Incidente A14, Bernini-Bignami (FI): “Sistema viario bolognese inadeguato. Passante di Mezzo errore grave”.

L’ennesimo incidente divenuto tragedia dimostra l’insostenibilità dell’attuale sistema viario bolognese e la totale inadeguatezza delle soluzioni che si stanno percorrendo. Qualcuno pensa davvero che, così come un anno fa e come tante volte in questo anno, un incidente di questo tipo non avrebbe paralizzato il traffico sul nodo bolognese se ci fosse stato il Passante di Mezzo? Qualcuno davvero pensa che l’allargamento delle corsie autostradali e della tangenziali avrebbe impedito alle fiamme di divampare, al traffico di bloccarsi? E’ evidente che quello che serve a Bologna è una arteria viaria alternativa, che consenta in situazioni analoghe a quella odierna, sempre più frequenti, di dirottare il traffico su un altri canali di traffico senza bloccare la città e il nodo autostradale. Il che significa Passante Sud, come da tempo chiediamo.

Proseguire nell’ipotesi del Passante di Mezzo è una soluzione inutile, perché non risolve i problemi come quelli odierni che si sono manifestati nella loro tragicità per la violenza dell’incidente, ma che in misura meno clamorosa si ripetono ormai sistematicamente. Per questo il Passante di Mezzo è inutile anzi, è dannoso, perché allontana definitivamente futuri investimenti da parte di Autostrade che, realizzando il Passante di Mezzo, potrà sostenere di aver realizzato l’intervento sul nodo bolognese nel senso richiesto dalle istituzioni locali. Un errore grave che comprometterà il futuro di Bologna per i prossimi decenni.

Anna Maria Bernini, presidente Gruppo Forza Italia al Senato

Galeazzo Bignami, deputato per Forza Italia

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Nato a Bologna il...

Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.

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