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“I CITTADINI DI VALSAMOGGIA CHIEDONO PIU’ SICUREZZA: SAREMO SEMPRE DALLA PARTE DI CHI SI DIFENDE”

“Come riportato pressoché su tutti i giornali e le interviste di queste ore, il concetto che maggiormente ricorre nelle parole degli abitanti di Valsamoggia è soprattutto uno: la popolazione si sente indifesa, abbandonata, esposta. Da tempo venivano denunciate effrazioni, rapine, crimini che colpivano la zona. Eppure non si è riusciti a fare nulla, costringendo gli abitanti delle case spesso depredate a difendere sé stessi, i propri affetti, il proprio lavoro, il proprio patrimonio da ladri che si sentivano evidentemente impuniti nelle loro azioni. Quanto avvenuto costituisce un dramma per tutti, non meno per chi ha dovuto sparare per difesa e che oggi si trova la vita sconvolta. Ma non vi è alcun dubbio che noi ci schiereremo sempre, senza incertezza ed indugio, dalla parte di chi ha difeso sé stesso, i propri affetti, il proprio lavoro da chi stava mettendo in pericolo tutto ciò compiendo un crimine. Questo ancor più in un quadro legislativo e normativo che di fatto preclude alle Forze dell’Ordine di contrastare efficacemente il crimine, trovandosi nell’impossibilità di intervenire per carenza di mezzi, dotazioni, personale e che anche quando riescono ad intervenire si trovano sottoposte a condizionamenti e vincoli che mettono in pericolo in primis proprio le Forze dell’Ordine. Per non parlare di leggi, da noi sempre avversate, che di fatto evitano la galera per chi delinque. Anche per questo sorprendono le parole del Sindaco di Valsamoggia che parla di fallimento dello Stato. Non tanto perché egli fa parte di quel PD che ha una posizione a dir poco ambigua, quando non espressamente ostile verso chi si difende. Ma anche perché egli è stato rieletto in base ad un programma che al primo punto poneva la sicurezza del territorio e parlava di “proseguire” nel lavoro intrapreso, di continuità col quanto svolto. Se di fallimento di Stato si tratta, egli fa parte di quello Stato che ha fallito, sia per il suo ruolo istituzionale che per quanto da lui compiuto a livello amministrativo. Invece che fare delle polemiche e lui per primo del cinema, dica cosa ne ha fatto delle segnalazioni dei cittadini, spieghi cosa ha fatto per incrementare la sicurezza del territorio, esprima con chiarezza che sta dalla parte dei cittadini, spieghi perché ha respinto le richieste dell’opposizione che invocava un maggior impegno nel contrasto all’insicurezza. Perché il primo fallimento è vedere le Istituzioni, quando si trovano dinanzi ad un aggredito e un aggressore, non porsi dalla parte dell’aggredito, senza se e senza ma. Noi, per quel che significa, lo abbiamo detto con chiarezza: saremo sempre dalla parte di chi si difende”.
 
Galeazzo Bignami, deputato di FdI
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Tagli fusioni, Bignami: "sorte annunciata”

Bignami Un finale gia scritto

Una sorte annunciata. Lo avevamo detto e ribadito in ogni sede che i contributi statali per le fusioni non erano certi, che la legge non prevedeva alcun accantonamento nei bilanci e alcun vincolo di impegno futuro. Lo avevamo previsto e ci tacciavano di falsità. Invece questo era uno degli aspetti più critici delle fusioni. Attraverso le campagne referendarie si sbandieravano risorse certe per dieci anni e oggi, invece, ci troviamo di fronte al taglio di 5,7 milioni di euro solo per l’Emilia-Romagna.

Certo, adesso fa sorridere (anzi dovrebbe far piangere) che la Regione, con Bonaccini e l’assessore Petitti, cerchino di arrampicarsi sugli specchi, dopo aver raccontato che le fusioni avrebbero fatto piovere contributi a volontà. La realtà è che la legge è sempre stata chiara e non dava alcuna certezza su quei finanziamenti. Adesso ci sarà la corsa alle giustificazioni più disparate, ma la verità è che la Regione Emilia Romagna ha scatenato una “corsa alle fusioni” su presupposti inesatti e creando, in questo modo, condizioni di grande criticità per i comuni nati da fusione. Tra quelli che subiranno i tagli, anche Alto Reno Terme e Valsamoggia. E, dalle cifre che cominciano ad arrivare, sembrano essere tagli notevoli. La Regione si passi una mano sulla coscienza e la smetta, definitivamente, di proporre fusioni calate dall’alto e che non risolvono i problemi dei piccoli Comuni. 

Galeazzo Bignami, deputato per Forza Italia

Marta Evangelisti, consigliere Alto Reno Terme

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Valsamoggia, osservatorio fusioni "solo un grande flop"

“Un libro dei sogni quello scritto dal sindaco di Valsamoggia nel quale non esistono criticità, dubbi, problematiche derivanti dalla fusione. Una visione assolutamente parziale che non fotografa minimamente la realtà”. Così il capogruppo regionale di FI interviene sulle dichiarazioni di Ruscigno, definite “eccessivamente entusiastiche” sul bilancio previsionale 2018-2020 del Comune di Valsamoggia.

“In realtà – dice Bignami – si tratta di un bilancio senza nessun carattere di positiva straordinarietà. La tassazione per i cittadini continua a rimanere invariata quando la promessa era stata quella di una progressiva diminuzione, i famosi 20 milioni di investimenti vengono riproposti nel piano di anno in anno, aumentano i proventi da sanzioni e calano i trasferimenti all’azienda che si occupa di servizi sociali”. “Ma soprattutto – chiede Bignami – siamo proprio sicuri che questa fusione abbia portato tutti questi benefici e che la popolazione sia contenta?”

“A oggi, infatti, l’Osservatorio regionale sulle fusioni risulta essere solo un grande flop – tuona il consigliere -. Qualche documento, pochi dati numerici, messi a disposizione dai sindaci pro fusione. Nessuna nota negativa, nessuna indagine dell’impatto sulla tassazione nel post fusione, nessun sondaggio tra la popolazione sulla percezione della qualità dei servizi”.

I documenti messi a disposizione per il famoso monitoraggio che avrebbe dovuto evidenziare anche criticità e lacune in Valsamoggia a seguito della fusione? “Una scheda informativa del sindaco, una rendicontazione dei contributi 2015, una relazione sui contributi 2016, il regolamento sui municipi – che tra l’altro non sono mai decollati -, una guida ai servizi e agli sportelli per i cittadini. E questo dovrebbe servire per operare una valutazione obiettiva degli effetti della fusione?”

Di tutto questo Bignami intende chiedere conto alla Regione con una dettagliata interrogazione alla Giunta. “Vogliamo sapere in che modo si intenda garantire un reale funzionamento di tale Osservatorio – dice Bignami – e se si intenda, ad esempio, iniziare ad acquisire anche contributi critici come  quelli dei gruppi consiliari di opposizione o dei comitati territoriali”.

Bignami chiede inoltre alla Giunta “se si intenda, in maniera terza e imparziale, indagare la percezione della qualità dei servizi nel Comune di Valsamoggia a seguito della fusione e, in particolare, nei territori degli ex Comuni nei quali prevalse il ‘no’ al referendum per valutare, a distanza di cinque anni, se la contrarietà alla fusione si sia rafforzata o si sia affievolita” e infine “se si intenda indagare il “peso” nei bilanci comunali dei Comuni nati a seguito di fusione dei contributi statali e regionali e provare a redigere, in maniera autonoma e imparziale, simulazioni sulla tenuta della macchina amministrativa all’esaurirsi di tali risorse”.

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Nato a Bologna il...

Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.

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