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MICROAREE PER NOMADI: ECCO COSA CI ASPETTA

Numeri alla mano il consigliere Galeazzo Bignami dimostra perché la nuova legge regionale non potrà mai essere efficace e non contribuirà all’integrazione di rom e sinti.

Di recente la Regione Emilia-Romagna ha approvato la legge per l’integrazione di rom e sinti individuando nelle microaree la soluzione a un problema annoso legato all’esistenza dei campi nomadi. Lei che idea ha al riguardo?

Quando è stata approvata la legge sulle microaree, le quali sono state prospettate come ‘panacea’ al problema di integrazione di rom e sinti, ci si è dimenticati di verificare la situazione già sperimentata nel modenese legata appunto alla realizzazione di alcune microaree che risale ormai al 2007. Otto anni dunque che avrebbero consentito di avere un quadro della situazione prima di andare ad approvare una legge che indicasse proprio nelle microaree la soluzione abitativa più adeguata per persone che, evidentemente, hanno poca voglia di integrarsi. Noi abbiamo chiesto alla Regione un quadro dettagliato proprio sulle microaree modenesi.

E cosa è emerso?

E’ emerso che le microaree nella zona di Carpi sono attualmente 16 e ospitano 74 famiglie pari a 273 persone. E’ già evidente la circostanza che il grande campo nomadi di via Baccelliera (che indubbiamente andava chiuso) è stato in realtà “frammentato” creando sedici aree, presumibilmente destinate a verde pubblico, sulle quali vivono queste famiglie.

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PROFUGHI A BOLOGNA, UN MILIONE DI EURO IN DUE MESI. SEI ITALIANO? SPIACENTE, NON CI SONO SOLDI

Ecco il bando di gara con cui si prevede una spesa di 747mila 250 euro (+ IVA)
per accogliere 350 clandestini da novembre a dicembre
a Bologna a 35 euro l'uno.

Insomma un milione di euro per due mesi.

Poi però se una famiglia italiana non ha i soldi per pagare le bollette o comprare da mangiare, lo Stato risponde che non ha i soldi per aiutarli.
Pubblico il bando così a chi dice che sono tutte balle che ci inventiamo, opponiamo la realtà dei fatti.

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Nato a Bologna il...

Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.

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