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Reddito di solidarietà, troppi stranieri tra i beneficiari

Delle 11.000 domande arrivate in Emilia-Romagna per il reddito di solidarieta', quasi il 34% e' giunto da nuclei famigliari stranieri, ai quali per effetto della maggiore composizione familiare e' stato erogato quasi il 45% dei fondi. Ma per Forza Italia, sono "troppi gli stranieri tra i beneficiari", come dicono oggi il capogruppo in Comune a Forli' e i neoparlamentari Galeazzo BIGNAMI e Simona Vietina che chiedono di "correggere al piu' presto i meccanismi di erogazione del sussidio", con BIGNAMI che insiste sull'introduzione di due correttivi: "Riservare il Res soltanto agli italiani e introdurre un criterio di residenzialita' di almeno 10 anni", non 24 mesi come ora. Dai dati forniti dalla Regione, spiega poi Ragni, "a livello territoriale, il maggior numero di domande si registra nella provincia di Bologna (2.346 domande su 482.861 famiglie residenti) mentre a Forli'- Cesena (appena 714 domande dopo quatto mesi e mezzo di applicazione, dal 18 settembre 2017, a fronte di 170.042 famiglie residenti) e Piacenza il minor numero di richieste". Del totale dei residenti in Emilia-Romagna, gli stranieri rappresentano "non piu' dell'11,9% della popolazione" e "non oltre il 15-18% nelle varie province", eppure proprio agli stranieri "e' stata concessa una quota del contributo economico proporzionalmente superiore rispetto a quella destinata agli italiani residenti". Guardando a Forli', il capogruppo forzista in Comune fa notare che in citta' piu' del 40% dei fondi stanziati nel primo bimestre del 2018 per il Res e' stato erogato a beneficio dei nuclei familiari stranieri, che rappresentano "appena il 12% dei residenti". E allora BIGNAMI attacca visto che "avevo detto fin dall'inizio che questo strumento sarebbe stato utilizzato dai sinistrati per coccolare i loro presunti futuri elettori".

FONTE: Agenzia DIRE

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Caso Schwarz, non è finita. Presentato esposto all'ANAC

Dopo la diffida inviata al Comune di Bologna dal capogruppo di Forza Italia Marco Lisei, sul caso “Schwarz” arriva anche l’esposto all’ANAC a firma del deputato di FI Galeazzo Bignami.

A finire sotto accusa, in particolare, la posizione del capogruppo PD in Consiglio comunale, Claudio Mazzanti, il quale ha partecipato al voto consiliare che avrebbe portato alla modifica dei componenti del consiglio di amministrazione di Bologna Fiere spa ampliando contestualmente i poteri del cda stesso e portando alla nomina di Gigliola Shwarz, moglie del capogruppo Pd.

“La risposta del Comune è stata a nostro avviso insoddisfacente e non è servita a fugare i dubbi che ancora permangono – spiega Marco Lisei –. Il capogruppo PD sembra aver votato consapevolmente e dunque per noi la delibera resta illegittima. Il Comune pertanto avrebbe dovuto annullarla in autotutela. A questo punto auspichiamo che vi sia presto una pronuncia dell’ANAC”.

“Un atto doveroso per riaffermare un principio basilare, quello della trasparenza all’interno della pubblica amministrazione – spiega Bignami -. C’è un potenziale conflitto di interessi e a questo punto crediamo che solo l’ANAC possa dirimere una questione più volte segnalata al Comune”.

“Il capogruppo del Gruppo PD, nei giorni immediatamente successivi alla votazione ha dichiarato ai giornali che, al momento del voto, era a conoscenza della decisione del sindaco di procedere alla nomina di sua moglie nel consiglio di amministrazione garantendo che tale situazione di conoscenza non aveva influito in alcun modo sulle proprie determinazioni”, si legge nella segnalazione corredata da una serie di allegati quali una interpellanza regionale a firma di Bignami, diversi articoli di stampa e copia della delibera di consiglio.

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Nato a Bologna il...

Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.

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