LE INTERROGAZIONI
sta ottenendo risultati positivi e concreti anche grazie ad una determinazione riformatrice che mai prima si era riscontrata nella storia repubblicana: dall’emergenza rifiuti di Napoli ad Alitalia, dall’abolizione dell’ICI prima casa alla gestione del disastro in Abruzzo, attraversando le risposte alla crisi economica mondiale che, come riconosciuto dai vari organismi internazionali, è stata affrontata da Tremonti con soluzioni tali da consentire all’Italia di “reggere il colpo”. O ancora, le varie riforme in atto: la riforma della Pubblica Amministrazione di Brunetta; dell’Università e della Scuola della Gelmini; della Giustizia di Alfano.
Senza dimenticare i provvedimenti in materia di sicurezza o di federalismo fiscale ed istituzionale che dimostrano come questo esecutivo intenda ammodernare l’Italia sotto tutti gli aspetti. Fatti concreti che hanno sempre più incrementato il consenso del PdL, annichilendo il PD ostaggio di Di Pietro e costretto, tra scandali e inchieste giudiziarie varie (come dimenticare le inchieste sulla sanità in Puglia; la mala amministrazione nel Comune di Firenze, l’affaire Marrazzo nel Lazio), ad inventarsi temi inesistenti contro il premier, privi tra l’altro di reale contenuto politico.In questo scenario, si comprende quindi come anche l’Emilia Romagna diventi una Regione contendibile.
Perché questa sfida diventi possibile è necessario tuttavia l’impegno di tutti coloro che hanno a cuore il Futuro della nostra Terra e dei nostri figli, senza la concessione a nessuno deleghe in bianco, ma con un’assunzione diretta sia di responsabilità civica e politica, che del ruolo di protagonismo sociale che si rende necessario per far ripartire la nostra Regione. L’Emilia Romagna da troppi anni pare una “bella addormentata”, come l’ha definita il candidato a Governatore del PdL Giancarlo Mazzuca. Sui temi della Famiglia e del Diritto allo Studio il PD sembra in preda ad un furore anticattolico che ha recentemente portato il Presidente Errani a parificare le famiglie di fatto, ed in particolare quelle omosessuali, alle famiglie naturali. In materia di integrazione e di immigrazione, il centro sinistra risulta più attento a favorire gli immigrati che gli italiani, come dimostrano le graduatorie pubbliche per gli alloggi, dove sono sempre più gli extracomunitari che acquisiscono l’accesso all’abitazione pubblica; o negli asili nido o nelle scuole materne, dove molte famiglie italiane, escluse dall’accesso, devono ricorrere a soluzioni private per consentire ai figli di frequentare istituti educativi. O ancora sul piano delle infrastrutture, mancando nella nostra Regione (e nel bolognese in particolare) la realizzazione di un’opera infrastrutturale da oltre trent’anni. Senza parlare della spesa sanitaria, che ha toccato ormai i sette miliardi di euro senza che corrisponda alla spesa da primato nazionale una sanità di uguale tenore. Risorse che, se meglio gestite, potrebbero invece essere impiegate nel rilancio e nella protezione del nostro sistema produttivo e imprenditoriale.
Si potrebbe proseguire a lungo nella elencazione di fatti che in realtà sono a tutti noti e che testimoniano come l’Emilia Romagna, diversamente da quello che si diceva un tempo, non è una terra ricca e benestante grazie ai “compagni”. Al contrario, se ancora essa si può definire una Regione “ricca e benestante”, ciò è grazie alla laboriosità ed operosità dei propri abitanti e nonostante un PD ormai arroccato su posizioni di potere che nessuno di noi, soprattutto in un momento complesso come quello attuale, può più permettersi.
Per queste ragioni il PdL lancia la propria sfida alle sinistre anche in Emilia Romagna, convinto che con il sostegno convinto e determinato di tutti coloro che hanno a cuore la propria terra, il rinnovamento e il rilancio già realizzato a livello nazionale con Silvio Berlusconi possa tradursi in realtà anche nella nostra Regione.
PER VINCERE QUESTA SFIDA SERVE ANCHE IL TUO SOSTEGNO.
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