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Bologna, no al megastore vicino alla Cattedrale

Contro la "bestemmia urbanistica" del Conad al fianco della cattedrale di San Pietro (la definizione e' di Pier Luigi Cervellati) scatta la santa alleanza tra gli urbanisti e gli architetti in guerra contro il megastore con ristorante e Forza Italia, che ha deciso di supportare la raccolta firme. Anche perche' al momento la petizione promossa dagli esperti non ha certo 'bucato' in citta': appena 150 firme raccolte finora. "Non sono molte", ammette l'architetto Pietro Maria Alemagna, "hanno firmato molti intellettuali ma la gente comune non lo sa". Quasi "unanimi" invece, assicura, i pareri raccolti informalmente.
Durissime le parole dell'urbanista Cervellati, che insieme ad Alemagna e in rappresentanza di tutti i firmatari della lettera (tra loro anche lo storico dell'arte Eugenio Riccomini) ha accettato di presenziare alla conferenza stampa tenuta stamane da Fi in Comune, al fianco anche del deputato GaleazzoBignami. "Il centro storico- dice Cervellati- si sta trasformando in una mangiatoia, con bed and breakfast e supermercati che hanno cacciato via le botteghe. È uno sradicamento della vita della citta' storica". E non e' vero, per i firmatari della lettera anti-supermarket, che non si possa far nulla: "Gli strumenti per fermarlo ci sono- dice Alemagna- il codice Urbani che fu varato proprio col Governo Berlusconi e la norma Unesco. So che il Comune sta lavorando su quest'ultimo provvedimento ma siamo in ritardo"

"Dobbiamo rilevare- diceBignami- che da parte di questa amministrazione c'e' molta disponibilita' nei confronti delle grandi attivita' commerciali, a scapito dei piccoli negozi di vicinato e delle botteghe storiche, che a parole dicono di voler tutelare". Il capigruppo Fi in Comune, Marco Lisei, chiarisce: "Nessuno si oppone ai turisti, ma se perdiamo residenti e botteghe storiche non c'e' piu' un centro storico. Noi vogliamo tutelare quello che resta".
L'analisi dei forzisti non e' dissimile da quella degli urbanisti e degli architetti che hanno avviato la petizione.
"Ormai- lamenta il capogruppo al Santo Stefano Loris Folegatti- Bologna e' un fast food a cielo aperto, ci sono attivita' di somministrazione ad ogni angolo. E il Conad al fianco della cattedrale e' un'offesa alla citta'".

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PROGETTO “W L’AMORE”, BIGNAMI (FI): “IL MIUR HA CONCESSO PATROCINIO O AUTORIZZATO LA SUA REALIZZAZIONE NELLE SCUOLE”?

I contenuti del progetto “W l’amore” che già tanto hanno fatto discutere per la particolare “vicinanza” all’ideologia gender sono oggetto di una interrogazione al Governo presentata dal deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami.

“Come noto il progetto è stato varato in autonomia dalla Regione Emilia-Romagna e dall’assessorato alla Sanità, con l’intento di  educare alla sessualità e prevenire le malattie sessualmente trasmissibili – spiega Bignami -. Tuttavia il progetto è stato introdotto nelle scuole e ciò deve comportare, a nostro avviso, un interessamento e un chiarimento da parte del MIUR”.

Il progetto rivolto a ragazzi, adolescenti e preadolescenti ha coinvolto 2900 alunni nell’anno scolastico 2014/2015, 3300 alunni nel 2015/2016, oltre 4000 nel 2016/2017. Per la sua realizzazione sono previsti appositi materiali come: rivista per i ragazzi e le ragazze da utilizzare in classe/gruppo, manuale per l’adulto per gestire le attività, portale internet “giochi da ragazzi”.

“Molte famiglie ci hanno fatto notare che non tutti i materiali sono disponibili on line – prosegue Bignami – e che, comunque, il progetto mirerebbe a far passare il messaggio che l’appartenenza a uno dei due sessi sia un fatto culturale e non biologico. Dal “Catalogo dei progetti di educazione alla salute e dei corsi di formazione dell’Azienda Usl di Bologna rivolto a Enti, Scuole e Associazioni” risulterebbe inoltre che l’introduzione di tale progetto nelle scuole dell’Emilia-Romagna avvenga mediante accordo diretto tra Azienda sanitaria e Istituto scolastico, e spesso parrebbe senza previo controllo e convenzione con l’USR o l’USP”.

Bignami interviene anche sull’aspetto considerato più critico, quello dell’informazione ai genitori, la quale consisterebbe semplicemente “nella comunicazione relativa all’inserimento del progetto “W l’amore” all’interno del POF e in un invito a incontri generalmente pomeridiani, senza ulteriormente approfondire i contenuti del progetto stesso. Diverse circolari del MIUR hanno già chiarito che l’informazione ai genitori è basilare e che tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né le “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo”.

Pertanto chiediamo al MIUR “se abbia concesso una qualche forma di patrocinio o abbia autorizzato, con qualsiasi atto, l’introduzione di tale progetto all’interno delle scuole dell’Emilia-Romagna, se esista, in seno al MIUR, un organismo deputato al monitoraggio dei risultati raggiunti per progetti di tale rilevanza e, nel caso specifico, per verificare se dall’avvio di tali progetti come W l’amore, si sia verificata una diminuzione delle malattie sessualmente trasmissibili tra i giovanissimi e delle violenze di genere. Infine, se intenda valutare di intervenire presso l’USR e l’USP per disporre – almeno temporaneamente – l’interruzione della fruizione di tale progetto all’interno delle scuole e se intenda assumere iniziative, anche di carattere normativo, affinché sia chiarito, in modo maggiormente vincolante, il primato educativo della famiglia previsto dalla Costituzione e, di conseguenza, un'esaustiva e verificabile informazione alle famiglie sulle attività educative che coinvolgono aspetti eticamente sensibili proposte agli studenti”. 

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Nato a Bologna il...

Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.

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