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Obbligo di deposito dichiarazione patrimoniale da parte dei dirigenti sanitari, Bignami (FI): "Il governo faccia chiarezza"

Chiarire la normativa in tema di obbligo di deposito della dichiarazione della situazione patrimoniale dei dirigenti sanitari. Questo chiede, con una interrogazione al Governo, il deputato di FI Galeazzo Bignami dopo le numerose segnalazioni di dirigenti sanitari che chiedono di sapere se tale pratica sia eventualmente lesiva del loro diritto alla privacy.

Tutto nasce dalle linee guida regionali dell’Emilia Romagna in tema di trasparenza e che prevedono “l’obbligo di deposito, per mezzo del portale informatico regionale denominato "GRU", da parte del personale titolare di incarico dirigenziale delle informazioni relative alla propria situazione patrimoniale e delle dichiarazioni annuali dei redditi soggetti all'IRPEF previste dalla legge”.

“Tali indicazioni – spiega Bignami - dalle quali derivano comunicazioni inviate a tutti i dirigenti medici e veterinari delle Aziende sanitarie della Regione Emilia Romagna per l'applicazione del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici adottato con DPR 62/2013, parrebbero contrastare con le linee guida dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, con particolare riferimento ai criteri per l'individuazione dei soggetti destinatari degli obblighi di pubblicazione”. L’ANAC infatti parrebbe aver chiarito che per soggetti destinatari degli obblighi devono intendersi i Dirigenti del SSN, sia del ruolo sanitario che di altri ruoli, ma che ricoprono esclusivamente le posizioni di Direttore generale, Direttore sanitario, Direttore amministrativo, Responsabile di Dipartimento e di Strutture semplici e complesse. Insomma, un obbligo che non andrebbe esteso indistintamente a tutti i medici con una generica qualifica dirigenziale. Pertanto Bignami interroga il Governo per sapere “quali iniziative di competenza, e anche di carattere legislativo, si intenda assumere per rendere più chiara ed esaustiva la normativa in materia limitando l'obbligo di pubblicazione dei dati patrimoniali ai Dirigenti con responsabilità gestionali”.

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Bologna, no al megastore vicino alla Cattedrale

Contro la "bestemmia urbanistica" del Conad al fianco della cattedrale di San Pietro (la definizione e' di Pier Luigi Cervellati) scatta la santa alleanza tra gli urbanisti e gli architetti in guerra contro il megastore con ristorante e Forza Italia, che ha deciso di supportare la raccolta firme. Anche perche' al momento la petizione promossa dagli esperti non ha certo 'bucato' in citta': appena 150 firme raccolte finora. "Non sono molte", ammette l'architetto Pietro Maria Alemagna, "hanno firmato molti intellettuali ma la gente comune non lo sa". Quasi "unanimi" invece, assicura, i pareri raccolti informalmente.
Durissime le parole dell'urbanista Cervellati, che insieme ad Alemagna e in rappresentanza di tutti i firmatari della lettera (tra loro anche lo storico dell'arte Eugenio Riccomini) ha accettato di presenziare alla conferenza stampa tenuta stamane da Fi in Comune, al fianco anche del deputato GaleazzoBignami. "Il centro storico- dice Cervellati- si sta trasformando in una mangiatoia, con bed and breakfast e supermercati che hanno cacciato via le botteghe. È uno sradicamento della vita della citta' storica". E non e' vero, per i firmatari della lettera anti-supermarket, che non si possa far nulla: "Gli strumenti per fermarlo ci sono- dice Alemagna- il codice Urbani che fu varato proprio col Governo Berlusconi e la norma Unesco. So che il Comune sta lavorando su quest'ultimo provvedimento ma siamo in ritardo"

"Dobbiamo rilevare- diceBignami- che da parte di questa amministrazione c'e' molta disponibilita' nei confronti delle grandi attivita' commerciali, a scapito dei piccoli negozi di vicinato e delle botteghe storiche, che a parole dicono di voler tutelare". Il capigruppo Fi in Comune, Marco Lisei, chiarisce: "Nessuno si oppone ai turisti, ma se perdiamo residenti e botteghe storiche non c'e' piu' un centro storico. Noi vogliamo tutelare quello che resta".
L'analisi dei forzisti non e' dissimile da quella degli urbanisti e degli architetti che hanno avviato la petizione.
"Ormai- lamenta il capogruppo al Santo Stefano Loris Folegatti- Bologna e' un fast food a cielo aperto, ci sono attivita' di somministrazione ad ogni angolo. E il Conad al fianco della cattedrale e' un'offesa alla citta'".

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Nato a Bologna il...

Nato il 25 ottobre 1975 a Bologna, città dove risiede fin dalla nascita, Galeazzo Bignami non è mai entrato nella Destra bolognese. Ci è nato, grazie soprattutto al padre, Marcello, che del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale poi è stato sempre colonna portante, fino alla scomparsa, avvenuta nel luglio 2006.

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